Sono  trascorse quasi due settimane dall’inizio del mio EVS. Mi trovo in Turchia e sono qui per lavorare ad un evento internazionale sulla terra cotta. Avevo sempre desiderato fare il servizio volontario e quando mi é capitata l’occasione, non ho voluto lasciarmela sfuggire.. L’idea di andare a vivere in un paese come la Turchia mi affascinava e il progetto si presentava interessante. Ed ora eccomi qui,  ad alzarmi ogni mattina in un casa piena di gente, in cui é difficile sentirsi soli, ad assaporare i cibi turchi che la nostra cuoca Kihmet ci prepara ogni giorno, a sentire il calore del sole e della gente, ad ascoltare la chiamata alla moschea del muezzin.

Non é la prima volta che vivo all’estero.. il mio erasmus a Madrid 7 anni fa ha cominciato ad aprire la mia mente e ad aumentare mia voglia di internazionalità e così ora sono già 4 anni che vivo a Bruxelles, dove il contatto con culture straniere é la quotidianità. Ma dopo Madrid e Bruxelles mi mancava qualcosa di un po’ diverso, un’esperienza in un paese non europeo e la Turchia credo che rappresenti un giusto equilibrio. E questo Paese non mi sta deludendo. Sono arrivata il primo settembre a Istanbul e non potevo che rimanere a bocca aperta dalla maestosità della città e dall’accoglienza della gente. Da lì poi sono andata ad Eskisehir, la città in cui sto svolgendo il mio EVS. Ammetto, non conoscevo Eskisehir prima di essere stata selezionata per questo progetto. Sicuramente non é la prima città turca che un turista straniero va a visitare in Turchia. Ma non é per niente male : 350 Km circa da Istanbul in mezzo ad una valle, circa 600000 abitanti, tranquillità e sorrisi in tutte le persone che si incontrano. Il fiume che l’attraversa, i suoi ponti, le statue di bronzo in ogni dove, le case colorate della città vecchia, le moschee, le montagne intorno alla città… montagne con case delle antiche popolazioni scavate nella roccia.. queste sono le cose che mi hanno colpito dal primo momento che ho cominciato a girare per le sue strade.

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Vivo in una casa con gli altri nove volontari e sono l’unica italiana del gruppo. I ragazzi dell’associazione che ci ospita sono stati da subito eccezionali e ci hanno accolto come una famiglia.. ci stanno insegnando cos’é la cultura turca e sono sempre disponibili a rispondere alle nostre domande. Stiamo lavorando su un progetto del comune : un grande evento sulla terra cotta con artisti provenienti da diverse parti del mondo. Ci occupiamo della promozione dell’evento ed io in particolare dei social media. Dal mio punto di vista é davvero interessante, perchè non si tratta solo di un’esperienza di vita, ma di un’esperienza anche professionale in questo caso, perchè i funzionari del comune ci danno molta libertà di iniziativa e considerano il nostro lavoro molto importante per la buona riuscita dell’evento. Durante il tempo libero, seguiamo anche delle lezioni di turco.. anche se credo che una volta lasciata la Turchia non ricorderò più niente.. per ora il mio vocabolario si riduce a « ciao, buongiorno, grazie, arrivederci, caffé, acqua » e a qualche altra parola.. essenziali per il quieto vivero, no ? Al momento comunque sono sufficienti visto che il linguaggio del corpo tipico di noi italiani mi aiuta.. anche se mi dispiace trovarmi in un paese e non poter comunicare nella lingua locale.

In un mese non sarà facile imparare questa lingua ed é questo il tempo che ho a disposizione. Ora mi godrò al massimo quest’esperienza prima di ritornare a inizio ottobre a Bruxelles.. dove potrò andare nel quartiere di Saint Josse e provare a chiedere un kebap e un kahve e ringraziare con un bel « Teşekkur ederim ! »

Francesca

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